Il Drago del Regolamento

Un componente del Settore Tecnico fa visita alla sezione di Barcellona Pozzo di Gotto

“Se vuoi fare una brutta figura, parla con gli arbitri, scoprirai le tue debolezze di carattere.” Con questa affermazione di Vujadin Boškov, grande allenatore ed uomo di infinita saggezza, è cominciato nella riunione del 21 novembre l’intervento di Calogero Drago, Componente siciliano del Settore Tecnico (Area Formazione: Modulo Perfezionamento tecnico e valutazione tecnica).

 

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L’arbitro agrigentino ha avuto il merito di catturare l’attenzione dei presenti nella Sezione di Via Carducci, coinvolgendo tutti in ogni momento della sua lezione. Prima della proiezione degli episodi oggetto di discussione, infatti, Drago si è premurato di consegnare ad ogni associato barcellonese un cartellino giallo ed uno rosso. In questo modo tutti i partecipanti avrebbero potuto rispondere con immediatezza sul provvedimento disciplinare da prendere in relazione alle situazioni di gioco che sarebbero state proposte.

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Grazie a questo espediente e ad una competenza regolamentare eccelsa, il componente del settore tecnico, nonché Vicepresidente della propria sezione di appartenenza, ha condotto una platea attenta e numerosa a mettere a fuoco alcuni punti cardine su argomenti e situazioni molto delicati, che, tuttavia, nel corso di una gara possono risultare decisivi per il risultato finale. Tra i molteplici spunti di riflessione che il Fischietto della Città dei Templi ha lasciato ai colleghi barcellonesi, hanno assunto un ruolo predominante le seguenti tematiche:

  • la condotta gravemente sleale, intesa come una serie di infrazioni che neghino alla squadra avversaria una rete o ad un calciatore della squadra avversaria un’evidente opportunità di segnarla. Il concetto dell’evidenza, come sottolineato dall’arbitro Drago, risulta fondamentale per poter individuare una condizione di condotta gravemente sleale. Si parla, infatti, di evidente opportunità di segnare una rete quando si vagliano alcuni elementi decisivi, quali la direzione dell’azione, la probabilità di controllare il pallone da parte del calciatore che ha subito l’infrazione, il numero di difendenti capaci di intervenire nell’azione, la loro posizione sul terreno di gioco e, come ultimo elemento non per importanza, il punto dove è stato commesso il fallo;
  •   la condotta violenta, la quale trova realizzazione quando un calciatore, in mancanza di alcuna contesa per il pallone, usa vigoria sproporzionata o brutalità nei confronti di un avversario. Calogero Drago, attraverso un’accurata proiezione di filmati riguardanti eventi accaduti in alcune partite, è riuscito a mettere in luce la differenza tra questa gravissima situazione e un comune fallo di gioco, ponendo l’attenzione proprio sull’assenza di contesa per il pallone come elemento che permette all’arbitro di capire quando un calciatore si rende colpevole di condotta violenta.

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Alla magistrale lezione del componente del Settore Tecnico hanno fatto da cornice gli interventi del Presidente sezionale Francesco D’Anna, il quale, con l’invito rivolto a personalità competenti ed illustri come Calogero Drago, ha dimostrato per l’ennesima volta l’amore incondizionato e solido per la sezione di Barcellona Pozzo di Gotto. I locali di via Carducci, infatti, non possono essere semplicemente concepiti come un luogo in cui si incontrano gli associati un paio di volte al mese, ma rappresentano una struttura cardine per ogni arbitro barcellonese. Una struttura dove si può crescere tecnicamente ma dove, soprattutto, si possono sviluppare le più profonde amicizie che resteranno nella vita di ogni uomo appartenente all’Associazione Italiana Arbitri.

a.e. Salvatore Recupero

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